venerdì 1 marzo 2013

Se prima eravamo in due a ballare l'hully gully...

...  adesso siamo in tre a ballare l'hully gully!!!!

Dai, c'era da aspettarselo. Il risultato non poteva che essere questo. Siamo un Paese malato e non riusciamo a trovare il medicinale giusto per guarire. O forse siamo ormai rassegnati a vivere in una condizione di malessere.


I risultati delle elezioni dimostrano che non sentiamo il peso delle responsabilità di noi stessi. O meglio, dimostrano che la gente pensa di non avere responsabilità oggettiva nei confronti del Paese in cui vive.

Eppure di opportunità per cambiare ne abbiamo avute stavolta.
Il PD avrebbe potuto, a mio parere, stravincere se solo avesse portato Renzi e non Bersani.
Stessa cosa vale per il PDL se avesse messo da parte Berlusconi ed il suo "prescelto" Alfano proponendo un volto nuovo, dimostrando di essere un vero partito politico e non lo strumento di una persona ormai diventata patetica nei modi e nell'immagine di ciò che rappresenta.
Anche Grillo se non fosse completamente gestito da un entourage che stabilisce a tavolino cosa dire, quando dirlo, come dirlo... ma soprattutto cosa non dire e come evitare ciò che potrebbe far commettere errori.

Niente. Non ce la facciamo. Siamo caduti nella completa apatia. Non vogliamo cambiare la nostra condizione ed il modo di fare politica. Non vogliamo neanche pensarci.

Il non pensare per la paura di dover affrontare qualcosa che ci fa star male.

Un Paese apatico. Un Paese depresso. Un Paese destinato ad aver vita breve.

lunedì 14 gennaio 2013

Eutanasia: un tema complicato

Ho letto una notizia che mi ha fatto rabbrividire (qui).
In pratica, due gemelli che vivevano in Belgio, sordi dalla nascita, hanno fatto ricorso all'eutanasia (legale in Belgio) nel momento in cui hanno avuto la certezza che da lì a poco avrebbero perso anche la vista. Mamma mia. Una notizia che mi ha raggelato il sangue.

Il tema dell'eutanasia è un tema davvero complesso da trattare. Credo che nessuno di noi sia pronto ad affrontare una scelta come quella di "staccare la spina". Il nostro istinto è sopravvivere, non morire.

E trovo un po' assurda ogni discussione che viene fatta su questo tema. Chi è a favore... chi contro... Facile. Molto facile discutere su un argomento che non ci tocca da vicino.

La sofferenza di chi arriva a decidere di preferire l'ignoto momento della morte piuttosto che la nota esperienza del vivere, credo sia argomento sul quale non si possa... anzi, non si debba neanche discutere.

Siamo individui. Siamo tutti diversi l'uno dall'altro.
E ognuno deve poter decidere per sé stesso.
E ancora una volta mi trovo a dover non condividere la posizione di un'organizzazione come la Chiesa che pone agli individui l'ennesimo vincolo che demolisce il sacrosanto libero arbitrio.

Chissà se un giorno la Chiesa inizierà minimamente a considerare importante l'uomo oltre al Dio in cui crede. Un uomo che ha anche un cervello, per il quale non deve essere necessario imporre, per la propria "salvezza", un percorso costituito da vincoli, utopistiche speranze, rinunce e terrore.

giovedì 27 dicembre 2012

Genio e sregolatezza


L'amore è cieco...

Dio è amore...

Ray Charles è cieco...



... quindi Ray Charles è Dio.



domenica 16 dicembre 2012

Un piccolo Grande uomo... Maurizio Puato

Chi mi conosce bene sa che non sono il tipo da "celebrare" gli altri. Non sarei in grado di celebrare me stesso, figuriamoci gli altri. E figuriamoci celebrare una persona che conosco poco.
Però una persona come Maurizio, che ho la fortuna di conoscere personalmente, va a parer mio "celebrata". Non perché in questi giorni è stato sulle scene della cronaca. Non perché "è andato in TV". Non perché ha scalato la Mole Antonelliana.

Il motivo è uno solo: Maurizio è una di quelle persone che riesce a trasmettere le proprie passioni. Ne ho conosciute poche di persone come lui. Obiettivamente lo conosco da poco tempo. Non ho un gran confidenza, e non ho neppure gli elementi per poterlo "descrivere", dato che non so molto di lui.

Però è una persona che "comunica". E lo fa senza parlare. Lo guardi negli occhi e intravedi un fiume in piena. Le sue passioni si percepiscono. Non ho la passione dell'arrampicata. Non ho la passione della fotografia. Eppure... riesco a percepire queste due passioni. Maurizio è una persona che sa "travolgerti" senza che tu te l'aspetti.

Maurizio è una di quelle rare persone che hanno dato un senso alla propria esistenza.

E io provo una sana invidia per Maurizio...

Continua così Mauri... :-)

sabato 8 dicembre 2012

Le tre canzoni più belle di tutti i tempi...

Spesso ci si ritrova a dover rispondere a questa domanda: "Che musica ti piace?". E ogni volta mi ritrovo travolto dall'imbarazzo. A questa domanda NON SO rispondere.

Non sono una persona che passa le giornata con cuffie e/o auricolari. Non sono una persona che ascolta musica continuamente. Non sono un'enciclopedia vivente della musica nazionale e internazionale. Ma mi considero una di quelle persone che sa "sentire" la musica... e che non si limita ad "ascoltarla".

DA SEMPRE... mi capita di ascoltare una canzone e non rendermi neanche conto delle parole. Ahimé, io non ascolto praticamente MAI le parole di una canzone. Non ci riesco. A meno che la musica non mi trasmetta... niente. Ma se una musica mi piace, le parole sono quasi d'ostacolo.
E' così che vivo la musica.

"Che musica ascolti?"... seconda domanda a cui non so rispondere. Ascolto la buona musica. Quella "penetrante". Quella che ti fa rimanere senza fiato all'improvviso e inaspettatamente.

Ma alla domanda: "Quali sono secondo te le tre canzoni migliori di tutti i tempi?"... so rispondere. Senza indugi. Senza ombra di dubbio.

Eccole (mio assoluto e soggettivo parere):
  1. Nothing else matters - Metallica: un capovaloro. IL capolavoro. Un miracolo, considerata la quasi "banalità" del giro di accordi (e delle parole). Qualcosa di talmente "semplice" da diventare quasi incomprensibile. Non è una canzone. E' un sentimento. E descrivere un sentimento è impossibile. Sta di fatto che è l'unica canzone che, nell'ascoltarla, vorrei non finisse mai. E quando finisce sto male. Perché non si è pronti al silenzio dopo aver ascoltato una canzone come questa.
  2. November Rain - Guns N' Roses: qui di "banale" non c'è niente. E' come andare sulle montagne russe. Poi ad un tratto... una salto nel vuoto. E si rimane lì sospesi. Ma sentendo nel profondo che qualcosa sta per succedere (e siamo verso la metà della canzone). L'attesa dura poco... e l'adrenalina va alle stelle. Le montagne russe ricominciano... ma stavolta non si intravede più la fine.
  3. Innuendo - Queen: beh... che dire. L'Arte. E' quasi l'opposto di Nothing else matters. Estremamente complessa. Articolata. Direi quasi "annodata". Siamo al Divino... ciò che si arriva ad adorare senza poterne verificare la reale presenza. Qualcosa che senti troppo superiore alla tua percezione. Si ascolta Innuendo... e ci si sente "piccoli". E' "tanto". E' troppo. Non può essere stata creata dall'uomo una canzone così.
E ce ne sono molte altre... ma queste tre sono, a parer mio, di parecchie grandezze superiori a tutto il resto.